(articolo tratto dal n. 10/2000 della rivista "Cani" - Editoriale Olimpia - Autrice: Daniela Tarricone - vietata la riproduzione, anche parziale)
Di fronte a un problema comportamentale di seria entità, la
pazienza dei proprietari gioca un ruolo molto rilevante, poiché non sempre le situazioni permettono di applicare i protocolli previsti; quindi, per raggiungere l'obiettivo, è necessario sperimentare vie alternative, con grande tenacia, finché non si riesce ad imboccare la strada giusta.
Teddy è un bassotto a pelo ruvido, scovato nel profondo della Maremma toscana, dove viveva alla macchia da chissà quanti mesi. Malgrado fosse un cane giovane, era così magro e spelacchiato da apparire pietoso. Venne letteralmente "catturato", poiché era terrorizzato dalle presenze umane, come un animale selvatico. Dopo circa un mese di permanenza in un canile, venne adottato da una coppia di sposi.
Dopo circa 3 settimane la proprietaria era molto scoraggiata: Teddy non sembrava fare alcun passo avanti e la convivenza con lui diventava sempre più complicata. Il cane, che dal punto di vista fisico si era ripreso con grande rapidità, continuava a non farsi avvicinare per nessuna ragione, se ne stava appartato tutto il giorno nella stanza più isolata della casa, non si faceva "corrompere" affatto da bocconcini gustosi e manifestava un terrore folle per i rumori casalinghi e, ancor più per quelli urbani.
L'unica cosa che sembrava interessarlo e che diminuiva il suo stato di perenne abbattimento e inibizione, era il trovarsi in un bosco, o comunque in un ambiente privo di rumori e di persone, a contatto con il verde, gli odori e le voci della natura. Questa era l'unica occasione in cui di tanto in tanto cominciava a drizzare il codino, a trotterellare e ad esprimere tutti i più elementari comportamenti di un cane, come annusare, marcare, seguire piste, ecc. ecc..
Teddy capisce in fretta che l'autovettura è il mezzo con cui si raggiungono gradevoli mete, così impara a riconoscerla, anzi a festeggiarla. Purtroppo però il marito sta fuori per lavoro gran parte della giornata, e la proprietaria non guida, così non le resta che provare a condurlo al parco più vicino, a piedi, nei momenti più tranquilli della giornata. Purtroppo in piena città, i rumori improvvisi e assordanti sono inevitabili, così non è possibile applicare una corretta
desensibilizzazione, infatti dopo pochi giorni Teddy si rifiuta di nuovo di uscire di casa, trema e si nasconde. Che fare? Le uscite in grandi aree verdi sono indispensabili per favorire il miglioramento del cane, ma l'enorme paura che prova all'esterno sembra non poter essere evitata in quella situazione. L'unica nota positiva è che il bassotto sembra tollerare senza difficoltà gli stimoli negativi quando si trova in auto, anche se i finestrini sono abbassati. Ciò sembrerebbe indicare che una barriera fisica potrebbe aiutarlo a sopportare i rumori; e forse anche il poter stare in una posizione rialzata gli è d'aiuto. Vista la taglia, decidiamo di fare un curioso tentativo: proviamo ad utilizzare un trasportino di stoffa per animali, con cui gli facciamo percorrere - come in una borsa a tracolla della padrona - gli inevitabili tragitti nel traffico cittadino. Questo magico espediente (deleterio in altre situazioni), sta sortendo ottimi risultati, infatti Teddy è ben felice di salirvi "a bordo" per raggiungere luoghi piacevoli, ha tuttora paura di certi stimoli sonori molto forti, ma in misura molto minore e via via leggermente decrescente. In sostanza il trasportino ha agito come un farmaco che ha ridotto la reazione agli stimoli negativi, o per meglio dire ha alzato la soglia di reazione dell'animale, consentendogli di tollerare rumori prima insopportabili, e di imparare progressivamente ad accettarli. Inoltre, il poter trascorrere ogni giorno ore piacevoli e stimolanti in ambienti idonei ha creato i presupposti per un tangibile miglioramento del rapporto con i proprietari